Cosa sono gli anglicismi e i calchi linguistici?
Quando cominciamo a usare ogni giorno una lingua straniera, col tempo possiamo osservare una situazione curiosa: la nostra lingua madre comincia a diventare un po’ spigolosa e iniziamo a usare parole ed espressioni che non suonano affatto naturali in italiano.
Allo stesso modo, quando parliamo in una lingua straniera commettiamo i cosiddetti errori, quando usiamo espressioni corrette nella nostra lingua ma non in un’altra. Si tratta dei cosiddetti calchi linguistici (language transfer).
Nel caso dei calchi dall’inglese parleremo di cosiddetti anglicismi, oppure più in generale di calchi linguistici dall’inglese.

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In quali situazioni sentiamo anglicismi e calchi linguistici dall’inglese?
Avete sentito magari di recente in ufficio parlare dei verbali di una riunione? Verbali?!
Naturalmente è un prestito dall’inglese minutes, cioè gli appunti o il resoconto di una riunione organizzativa.
Oppure avete sentito qualcuno dire che ha mantenuto il labbro superiore rigido? In italiano forse si dice “tenere il labbro superiore rigido” solo in modo scherzoso, ma suona davvero naturale?
Naturalmente anche qui si tratta di un calco dall’idioma inglese, cioè un’espressione che non va tradotta alla lettera, keep the stiff upper lip, che esprime in modo positivo la capacità di mantenere il sangue freddo di fronte a una situazione difficile, un atteggiamento da perfetto gentleman.
E la scena del crimine nei gialli? In italiano diciamo “luogo del delitto”, ma l’inglese crime scene sembra diventare sempre più comune anche nei doppiaggi e nelle traduzioni delle serie TV (dall’inglese series).

Anglicismi, calchi linguistici e prestiti dall’inglese sono la stessa cosa?
Sia i prestiti, sia i calchi linguistici e gli anglicismi fanno parte della nostra vita quotidiana, anche se spesso non ce ne rendiamo pienamente conto.
Questi concetti sono simili, ma hanno un significato leggermente diverso:
- Prestiti sono parole prese da un’altra lingua così come suonano originariamente, cioè i nostri verbali/minutes.
- Calchi linguistici sono traduzioni letterali di una parola, per esempio “grattacielo”, cioè la traduzione letterale dell’inglese skyscraper.
- Se queste parole provengono dall’inglese, allora sono i cosiddetti anglicismi.

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Gli anglicismi e i calchi linguistici dall’inglese sono sempre negativi?
Non necessariamente i prestiti linguistici (neologismi) devono essere “sbagliati”.
Gli anglicismi sono molto diffusi nel lessico specialistico, soprattutto nel linguaggio:
- scientifico-tecnico (flash, computer, container),
- sportivo (out, doping o match, che fino agli anni Trenta si scriveva proprio così),
- culturale (bestseller, pub, rock’n’roll),
- economico (businessman, broker, sponsor),
- della moda (jeans, clips),
- della salute (fitness, jogging, peeling),
- legato al cibo (cheeseburger, chips, fast food),
- oppure alla vita quotidiana (pannolini, lieto fine, marker, weekend).
In questo modo, quasi senza accorgercene, gli anglicismi ci aiutano a imparare l’inglese!
Gli anglicismi e i calchi linguistici dall’inglese non devono per forza essere qualcosa di negativo. In realtà, prima ancora di iniziare a studiare inglese, conosci già decine – se non centinaia – di parole inglesi!
Il transfer linguistico di intere costruzioni grammaticali
Non copiamo solo singole parole, ma anche intere strutture grammaticali. Per esempio l’italiano Lui sembra intelligente, sotto l’influsso dell’inglese (o più in generale della sintassi germanica) he seems to be clever riceve talvolta una parola in più: lui sembra essere intelligente.

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Gli anglicismi cambiano il significato delle parole native
L’inglese cambia anche il significato di alcune parole italiane.
Per esempio “mouse” era una volta solo un roditore, ma grazie all’inglese computer mouse è entrato nell’era della digitalizzazione.
Allo stesso modo la parola “progetto” indicava finora solo un piano, un disegno tecnico (l’equivalente inglese è design), ma sotto l’influsso dell’inglese project la parola italiana progetto ha acquisito anche il significato di iniziativa o impresa.
Oppure forse il vostro informatico ha detto che bisogna “affrontare questo problema” (la frase inglese to address the problem), cioè fare qualcosa in relazione a una certa situazione?
Anche i registi hanno cominciato con piacere a dire “immagine” invece di “film” (in inglese picture significa sia quadro sia film – anche questo, del resto, è un anglicismo, solo più antico), che è inoltre una interessante “produzione” (l’inglese production, cioè di nuovo semplicemente un film in italiano).

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E che ne pensa il prof. Miodek?
Gli anglicismi sono davvero qualcosa per cui dovremmo strapparci i capelli? Il più noto linguista polacco, il prof. Miodek, ritiene invece che questi anglicismi e calchi linguistici arricchiscano la lingua:
„Non esistono parole inutili per una lingua. In questo senso sono favorevole a “wow”, a “super”, a “extra”, così come a “sbalzo”, “volo”, “cool” e “jazzy”. Tutto il male comincia nel momento in cui qualcuno, aggrappandosi a una parola alla moda, rinuncia a tutta una gamma di costruzioni varianti*.
In poche parole, possiamo rilassarci e lasciar andare queste preoccupazioni.
Esistono anche calchi linguistici nella lingua inglese?
D’altro canto, non si tratta di un fenomeno solo italiano: tutti i popoli lo fanno. La stessa lingua inglese ne è il miglior esempio!
È un insieme così ricco di prestiti e calchi linguistici che, secondo alcuni studiosi, non merita neppure di essere considerato una lingua a sé, ma piuttosto un creolo inglese, una mescolanza di lingue diverse, come si vede nel grafico accanto: la maggior parte delle parole proviene dal latino, dal francese e dalle lingue germaniche (fonte: Wikipedia).
E sebbene oggi l’inglese sia una lingua franca globale, una lingua internazionale che influenza fortemente le altre lingue, i rapporti sono ancora reciproci.
Calchi linguistici… in inglese
Uno di questi esempi può essere la parola robot, che curiosamente proviene dal ceco – fu coniata dallo scrittore ceco di fantascienza Karel Čapek per indicare esseri artificiali che avrebbero potuto fare al posto nostro il lavoro.
Purtroppo nessuno ha ancora inventato un robot che possa imparare l’inglese al posto nostro.
Ma per fortuna c’è il corso Speakingo!

Come evitare gli errori linguistici quando si impara l’inglese?
Questo tipo di calchi linguistici e anglicismi però crea molti problemi quando bisogna imparare costruzioni che sono diverse nella seconda lingua – ed è proprio per questo che in Speakingo ci sono così tante frasi con i periodi ipotetici, che in inglese si formano in modo diverso rispetto all’italiano – ma niente paura: ripetendo le frasi di Speakingo come un bambino, imparerai a parlare correttamente senza nemmeno pensarci!
Tutto il lavoro consiste ora nel costruire una nuova abitudine. E non è qualcosa che si possa “capire teoricamente”, proprio come non si impara ad andare in bicicletta da un libro!
Per difendersi dagli errori dovuti alla ripetizione dei calchi linguistici dobbiamo esercitarci, esercitarci e ancora esercitarci con le strutture inglesi.
Nel corso Speakingo questo si fa nel modo migliore possibile, cioè con la bocca e non solo con gli occhi. Parli con il computer come con un insegnante, che ti fa i complimenti, ti corregge quando serve e non perde mai la pazienza!
Non è solo un metodo rapido ed efficace, ma anche piacevole per imparare l’inglese!
Del resto, prova pure tu. Registrati con due clic qui sotto per studiare per una settimana con questo metodo contro i calchi linguistici, completamente gratis e senza alcun obbligo!
L’inglese non si impara da solo!
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* citazione da: Sono favorevole all’“extra-volo” – intervista al prof. Jan Miodek. “Słowo Polskie; Gazeta Wrocławska”. Sabato, 24 febbraio 2007. Anna Fluder (Radio RAM) e Jacek Antczak. Wrocław
E quali sono i vostri anglicismi e calchi linguistici preferiti? Condivideteli nei commenti!