L’inglese è un cammino
Un detto famoso, spesso attribuito erroneamente al Buddha, dice: “non c’è cammino verso la felicità, la felicità è il cammino”.
Se osserviamo bene la nostra vita, spesso scopriamo di essere maestri nel prepararci a vivere, ma non necessariamente maestri nel vivere.
Pensiamo che saremo felici quando avremo quel lavoro, compreremo quell’auto, andremo in vacanza – passiamo gran parte dell’anno ad aspettare la felicità, e lei sembra restare sempre lontana all’orizzonte. Forse vale quindi la pena provare a essere felici già qui e ora, e non là e poi?
Ma una motivazione così basta per imparare l’inglese?
Decisamente sì!

Motivazione stabile per imparare l’inglese invece del fuoco di paglia
Se guardiamo perché le persone rinunciano a studiare l’inglese, scopriamo che succede a causa delle grandi aspettative che hanno nei confronti del loro apprendimento.
Anche le pubblicità delle scuole di lingue promettono naturalmente risultati fenomenali dei loro metodi miracolosi in un tempo incredibilmente breve. E poi si scopre che i risultati promessi non arrivano dopo una settimana, compare la delusione e si molla tutto.
Un anno dopo leggiamo di nuovo la pubblicità di un nuovo metodo miracoloso, ci iscrivevamo a un nuovo corso, poi di nuovo delusione, e così via all’infinito.
Concentrarsi sul risultato motiva all’inizio, ma questo “fuoco di paglia” spesso si trasforma in delusione e abbandono.
Controlla le cause, non il risultato
Nei corsi business i trainer hanno osservato che i manager spesso si esauriscono perché non riescono a ottenere i risultati attesi. Ci abbuffiamo di favole Disney e pensiamo che tutto debba sempre andare a buon fine.
Non necessariamente. Questo non significa che non valga la pena provarci. Ma bisogna provarci con intelligenza!
Si dice: fissati un obiettivo, e quando lo raggiungerai sarai felice. Prima di tutto, se davvero proveremo quella felicità è ovviamente dubbio: di solito scopriamo che per essere felici ci serve ancora questo, quello, quell’altro e quell’altro ancora (e la lista non sembra mai finire).
Abbiamo invece la garanzia assoluta della delusione quando queste aspettative non si realizzano.
Come provare allora in modo intelligente?

Ai giovani manager ambiziosi si consiglia un approccio diverso:
invece di concentrarci sul risultato – che non siamo in grado di controllare – i coach esperti consigliano di concentrarsi sulla causa – che invece possiamo controllare pienamente.
Quindi ci fissiamo comunque un obiettivo, certo, ma non dobbiamo stressarci troppo se le circostanze non ci permettono di raggiungerlo. Non è così importante se ho raggiunto il traguardo prefissato; ciò che conta è se ho fatto tutto il possibile perché accadesse.
Posso trarre benessere dal fatto di aver fatto tutto ciò che era possibile. Da questo ricavo riflessioni, insegnamenti ed esperienza che utilizzerò per perseguire altri obiettivi. In questo modo non solo mi garantisco continuità nello sviluppo, ma proteggo la mia mente dal burnout, dalla frustrazione e dall’abbandono.
Questo processo non ha fine, quindi l’unica felicità che posso sperimentare è la soddisfazione per la crescita “qui e ora”, e non la mitica felicità “là e poi” alla fine di un cammino che in realtà non finisce mai.

Guarda anche: 5 trucchi che aiutano a imparare l’inglese
Obiettivi realistici
Lo stesso vale per lo studio della lingua inglese.
Naturalmente ci scegliamo un obiettivo, ma è importante anche che sia realistico e raggiungibile. Porsi come obiettivo “imparerò a parlare inglese in modo perfetto e senza errori” è bello, ma ha qualche difetto. Nemmeno la più grande motivazione per imparare l’inglese può bastare per un compito impossibile!
- Prima di tutto, in inglese ci sono così tante parole che nessuno è in grado di impararle tutte. E nessuno, soprattutto gli inglesi, le usa ogni giorno. Per questo la lista delle 2000 parole inglesi più comuni di Speakingo è un obiettivo sufficientemente ambizioso.
Guarda anche: E ora immagina di conoscere già la lingua inglese
- In secondo luogo parleremo sempre con un accento, e va bene così.
In ogni città dell’Inghilterra i suoi abitanti parlano con un accento diverso, per non parlare dell’America o di altri Paesi anglofoni.
Non esiste una cosa come un “accento inglese corretto”
– ovviamente nei manuali si usa l’accento standard RP (Received Pronunciation) – che parlano… solo la regina Elisabetta II e pochi insegnanti di inglese.
- Inoltre, di solito parleremo con persone che hanno imparato anche loro l’inglese come seconda lingua e parleranno anch’esse “con un accento”.
È quindi importante non avere paura di parlare, comunicare, e non bloccarsi per via della grammatica o della pronuncia.
Questa motivazione per imparare l’inglese funzionerà.
Anche il viaggio più lungo inizia con il primo passo
E soprattutto: poiché non siamo in grado di controllare il risultato, ma solo la causa, non sappiamo quanto tempo ci vorrà per imparare l’inglese. Forse sei mesi, forse un anno, forse alcuni anni. Non importa.
Ciò che conta è che studio regolarmente.
È importante che ogni giorno, due volte alla settimana, o quando il tempo me lo permette, mi sieda a studiare con Speakingo e ripeta. Non mi arrendo, non mi frustro perché “non capisco niente”, ma faccio un altro piccolo passo nella direzione giusta.
Non si può imparare l’inglese un mese prima della maturità, di un esame o di un colloquio di lavoro. Si può farlo solo nel tempo, facendo progressi non necessariamente spettacolari ma regolari.
Col passare del tempo vedrai quanta strada hai fatto.
Non dimentichiamo nemmeno di mantenere la motivazione a imparare la lingua inglese.
Motivazione per imparare l’inglese
Per restare su questo cammino è importante la motivazione per imparare l’inglese.
Per questo, di tanto in tanto, vale la pena ricordare quante possibilità ci apre la conoscenza di questa lingua.
Lavoro, viaggi, accesso illimitato alle informazioni, nuove conoscenze o aiutare i bambini con i compiti – è bene ricordare perché abbiamo iniziato a studiare, perché quei motivi sono ancora attuali.
E peggio ancora, se interrompiamo lo studio, quei motivi torneranno da noi come un indesiderato incubo notturno. Quindi facciamo un altro passo, costruiamo un’altra causa di successo con gli occhi fissi sull’obiettivo (ma senza strizzare troppo gli occhi). La proverbiale carota e il bastone sono sempre a portata di mano.

L’ultima e forse la cosa più importante: questo processo non deve per forza essere un drammatico cammino di sofferenza.
Imparare la lingua inglese è bello!
Allena il cervello, permette di passare il tempo in modo piacevole e utile. Soprattutto imparare l’inglese online con Speakingo, dove possiamo guardare belle foto, ascoltare la voce setosa del doppiatore o leggere frasi che spesso contengono la saggezza di proverbi e detti, oppure barzellette rilassanti.
E una mente rilassata e felice assimila più facilmente i contenuti. Perciò studia l’inglese come un maestro zen che consiglia: Quando parti per un lungo viaggio, non dimenticare di annusare le rose lungo la strada!
Iscriviti al corso online di inglese Speakingo!
L’inglese non si impara da solo!
Spero che grazie a questo testo la tua motivazione per imparare l’inglese sia schizzata alle stelle! Se è così, condividi questo articolo con i tuoi amici!